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di Giampiero Rasimelli

Com’è la ripresa dell’attività politico-istituzionale in Umbria dopo le vacanze climaticamente alterate di agosto?

Giorgia Meloni ha prodotto l’affondo sulla legge elettorale per tentare di sfuggire ai segnali, copiosi nei sondaggi, di difficoltà in vista delle prossime elezioni e per tentare anche di creare le condizioni di eleggere dopo Mattarella un presidente della Repubblica di destra (possibilmente lei stessa). A questo ha poi aggiunto la mossa elettorale della riduzione del bollo auto per il 30% circa dei possessori di automobili, per un valore, dice il Governo, di 2,3 miliardi (ma i conteggi divergono e possono essere più alti), il tutto con risorse a debito (Pnrr) e con il serio rischio che il costo alla fine ricada su Regioni ed enti locali. E’ cominciata la campagna elettorale, sarà così fino al voto, senza esclusione di colpi: il governo dei problemi reali del paese e i problemi brucianti della gente possono attendere, al massimo vedremo qualche “mancia” elettorale!!

Le forze politiche umbre come si presentano a questa corsa verso le elezioni politiche  del 2027 di cui peraltro non si conosce ancora la datala data ?

La campagna delle Feste de l’Unità organizzata dal Pd sta avendo un discreto successo ed è una occasione di discussione che coinvolge nei dibattiti cittadini, personalità della società

Sanità e ruolo della Proietti

Ad esempio alla Festa tenutasi a Terni, Il presidente della Regione Emilia Romagna De Pascale, all’unisono con la presidente Proietti e con Marina Sereni responsabile Sanità della segreteria nazionale del Pd, ha detto che ci vogliono almeno 20 miliardi di euro per riportare in equilibrio la sanità pubblica italiana, in linea con l’Europa, una manovra che deve durare un’intera legislatura e che deve essere la priorità, sottoscritta da tutti nella coalizione progressista che si candida a guidare il paese.  I tre hanno poi aggiunto “anche noi dobbiamo fare autocritica per aver sottovalutato in passato il costo del definanziamento, solo così potremo essere effettivamente credibili agli occhi della gente e degli operatori”. Poi Proietti, a Perugia, ha annunciato che entro l’autunno verrà preadottato il nuovo Piano sanitario regionale, dopo 19 anni di assenza di uno strumento programmatorio essenziale per la gestione regionale del sistema sanitario. Ma è chiaro, ha detto ancora la Proietti, che l’esito delle elezioni politiche sarà determinante: “Se vince il centrosinistra si andrà verso una manovra di rialimentazione e qualificazione della spesa sanitaria, se vince il centro destra le cose rimarranno, nella migliore delle ipotesi, nella condizione attuale e sarà difficilissimo, se non impossibile, difendere il sistema sanitario regionale, la sanità per tutti”.

Il dramma delle infrastrutture

Alla Festa di Perugia, invece il segretario cittadino del Pd Moretti, l’onorevole Casu e l’eurodeputato Ricci hanno denunciato il fatto che ormai praticamente tutte le risorse per investimenti su infrastrutture e trasporti sono state bloccate dal ministro Salvini sull’inutile progetto del ponte sullo Stretto di Messina. E’ quindi impossibile avviare un negoziato sulle grandi emergenze del trasporto stradale e ferroviario in Umbria a partire da nodo di Perugia e dagli accessi alla Alta velocità ferroviaria e alla Direttissima sia verso Roma che verso Firenze. Addirittura il Governo ha praticamente dismesso Il Fondo nazionale trasporti, unica fonte di finanziamento per il trasporto pubblico locale. Ma l’Umbria è isolata da decenni, Perugia è in tilt per il traffico e il Centro Italia soffre di una disconnessione che è un limite strutturale concreto allo sviluppo e alla crescita dei nostri territori. Tutti temi sui quali il Pd chiama la politica regionale, gli enti locali, le forze sociali e i cittadini, le Regioni confinanti a mobilitarsi per una grande vertenza nazionale su infrastrutture e trasporti per l’Umbria e il Centro Italia

Ancora, alla Festa de l’Unità di Perugia la presidente Proietti ha lanciato un appello per aumentare l’impegno nella lotta contro i mutamenti climatici. Vogliamo – ha detto- che i 14 miliardi di flessibilità di bilancio concessi a questo scopo all’Italia dall’Europa siano ben spesi e che le scelte siano discusse e concordate con le Regioni. “Come Umbria vogliamo affrontare in questo contesto i problemi delle Acciaierie di Terni e il finanziamento delle politiche per agevolare gli investimenti sulle energie rinnovabili e l’impegno Regionale contro i mutamenti climatici. La Regione, d’intesa con la Soprintendenza ha indicato dove e come fare gli impianti e messo a disposizione facilitazioni e snellimenti procedurali per la progettazione e realizzazione degli stessi. E’ chiaro, però, che la Regione deve avere voce in capitolo nell’ indicare l’idoneità delle localizzazioni, perché è della Regione la responsabilità del governo del territorio. Invece il Governo Meloni ha impugnato la nostra legge, sovrapponendosi alle nostre competenze e quindi anche qui è tutto bloccato”.

Parallelamente ai dibattiti post ferie delle Feste la Regione ha aperto un confronto istituzionale e con le parti sociali che ha chiamato “Umbria 2030”. La presidente Proietti ha parlato di 3 assi fondamentali: giovani, innovazione e snellimento delle procedure (sul modello Zes). Un lavoro che si svilupperà in relazione alla definizione della prossima programmazione dei fondi Europei 2027-2034. Fermare l’emigrazione di giovani laureati e giovani competenze, dare una scossa decisiva all’innovazione digitale e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale (Ia), nel nostro apparato produttivo e non solo, lavorare in profondità su innovazione, semplificazione ed efficienza della Pubblica amministrazione. Queste sono le sfide prioritarie annunciate dal governo regionale per i prossimi mesi.

Insomma, un bagaglio di denunce e proposte del centrosinistra che già guarda direttamente al confronto elettorale. Una sola osservazione: partecipazione è anche ascolto, è conseguenzialità operativa, è capacità di correggere e di correggersi, di mettere a verifica i risultati. Non è solo l’insieme di iniziative per illustrare a diversi uditori intenzioni e propositi. La lunghezza eccessiva dei percorsi di programmazione aperti in Umbria, la ristrettezza delle sedi decisionali, la difficile corrispondenza tra il dire e il fare, gli annunci avventati, sono un punto debole dei governi di centrosinistra in Umbria.

Candidature: Ferdinandi, Bori, Ascani… E l’assessorato regionale alla Sanità

L’avvicinarsi della scadenza elettorale propone inevitabilmente anche il discorso delle leadership e delle candidature. Qualche novità è maturata su questo versante nei primi giorni di settembre. Intanto la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, di fronte al diffondersi di voci ed illazioni intorno ad una sua possibile candidatura alle elezioni politiche, è stata chiarissima “io resto a Perugia almeno fino al 2029, a scadenza di mandato, ho avuto diverse proposte di impegno nazionale, ma io non mi muovo, ho un impegno con la città che non intendo disattendere!”.  Le chiacchiere sulla sua possibile candidatura, artatamente alimentate, erano destituite di ogni e qualsiasi fondamento e questa rivista non gli ha mai dato alcun peso.

Poi si è aperta una discussione sulla fiunta regionale relativa alla delega sulla Sanità della presidente Proietti, lascerà la delega una volta approvato il Psr? La presidente ha detto con precisione: “Un conto è la questione della modifica di statuto per l’allargamento della Giunta a cui stiamo seriamente pensando perché 5 assessori sono veramente pochi per dare un governo adeguato alla Regione, un altro conto è la delega della Sanità. Io – ha detto la presidente – ho mantenuto la delega come altri presidenti di Regione per tenere sotto controllo la posta di governo più grande che abbiamo in una situazione di estrema difficoltà e grande rischio. Se vince il centrosinistra alle elezioni politiche e si apre una stagione nuova di politiche sanitarie tutto si può discutere, se non dovessimo vincere dovremo riflettere attentamente e capire la direzione da prendere”. E anche qui è stato messo un punto alle tante illazioni. Sulle candidature del centrosinistra all’assessorato alla Sanità le voci sono molte (Oliviero, Rossignoli…), ma la questione sembra come minimo rinviata al dopo elezioni politiche.

Allo stato ci sono 3 parlamentari eletti direttamente in Umbria. Il senatore Verini (Pd) che si è già chiamato fuori, non si ricandiderà, Anna Ascani (Pd) che è la vicepresidente della Camera dei Deputati in carica, quindi molto valorizzata a livello nazionale, ed Emma Pavanelli che è del Movimento 5 stelle. Si dovrà capire cosa accadrà se arriverà in porto la legge elettorale, ma i numeri saranno comunque molto stretti, anche in caso di vittoria del centrosinistra. Si parla molto della candidatura di Tommaso Bori, il vicepresidente della giunta regionale, che certamente può essere in pista, anche se la cosa è di non semplice realizzazione visto che non è operazione semplice sostituire nell’esecutivo uno che ricopre una così alta carica. Per il resto non c’è altro, la discussione non è ancora partita. Il centrosinistra dovrà vincere in Umbria e soprattutto a Terni, in vista delle cruciali elezioni comunali successive. Questo peso della vicenda ternana peserà evidentemente anche sugli assetti regionali e sulle candidature parlamentari. E sarà una prova di unità molto importante per il Pd e per l’intera coalizione.

Per il centrodestra il problema Bandecchi- Masselli (passato con Vannacci)

E a destra cosa accade? che segnali arrivano da quella parte? Francamente avvertiamo poco o nulla. C’è grande confusione nazionale, con Forza Italia e Lega che per motivi e con intenti opposti cercano di arginare il ruolo trainante della Meloni e di Fratelli d’Italia, a livello locale i temi dell’opposizione sono sempre quelli della campagna elettorale regionale e perugina o dei primi mesi del nuovo mandato regionale. C’è ancora una strenua difesa dell’operato della giunta Tesei, ma al di là delle polemiche o delle barricate fiscali non è visibile ancora nessuna nuova proposta. L’unica novità è la Presenza di Futuro Nazionale del Generale Vannacci anche in Umbria che certamente cercherà di lucrare sul disagio sociale e territoriale presente nella nostra regione. Probabilmente la presenza di Fn avrà un ruolo importante a Terni perché lo scontro tra Bandecchi e Masselli (nuovo dirigente locale di Fn ed ex candidato a Sindaco sconfitto da Bandecchi) infiammerà la polemica a destra nella città dell’acciaio. Certo, per Bandecchi non saranno un appuntamento facile le elezioni politiche, perché pare difficile che possa avere appoggi o agganci politici a 1 anno dal voto comunale. E come gestirà il centrodestra lo scontro tra Masselli, candidato Sindaco del centrodestra unito alle ultime elezioni comunali di Terni, oggi luogotenente di Vannacci, e il rutilante Bandecchi che il centrodestra non ha mai scaricato in questi anni seguendolo in tutte le sue peripezie? Non si capisce, infine, se prenderà corpo o meno una candidatura di Romizi a Perugia, anche se non sembra facile. Tutto pare orientato più alle conferme nel cospicuo pacchetto di parlamentari della destra in Umbria. Di certo al momento poco si muove, tutti con Giorgia, ma il motore salirà di giri non appena Giorgia Meloni definirà la data delle elezioni. Per ora la destra sta cercando di giocare sugli errori veri o presunti del centrosinistra.